Scrivo Ep. 03 – Flavio Tranquillo

Era il 1998. 14 giugno. Credo fossero le 3 o le 4 di notte. Avevo vent’anni e la mattina dopo dovevo lavorare, era domenica notte, ed ero a casa di un amico dell’epoca, con cui guardavo sempre le Finals.

Le parole Michael Jeffrey Jordan, scandite dalla voce in tv, mi risuonavano ancora in testa. Me ne ero andato senza nemmeno vedere il tentativo di Stockton allo scadere. Ancora una volta la squadra per cui tifavo aveva perso contro il più forte e il più odiato da me. Sorridevo, come tutti quelli davanti a quella partita quella notte, chi amaramente, chi di gioia. Sorridevamo perchè avevamo visto accadere qualcosa di storico.

Facciamo Fast Forward. 15 Febbraio 2019. La voce, quella voce, ora è davanti a me. Sono a Sky Italia, che dico: Ho un appuntamento con Flavio Tranquillo. Le parole escono dalla mia bocca, ma non so se le sto dicendo sul serio. Emozionatissimo, quello come ogni intervista, sto camminando a fianco di una persona molto importante nella mia crescita emotiva e sportiva. Le voci dello sport non sono un semplice suono, è la risonanza emotiva a dare di più a quel racconto, a quell’evento, a quell’episodio.

Sono arrivato con il mio solito zaino, il trepiede e lo stativo (Che brutta parola) per la luce. Cerchiamo un posto, dove fare l’intervista. Non ce ne sono molti di posti tranquilli qui, sembra di stare in un alveare, forse anche per il caldo, andiamo verso la zona relax e ci mettiamo in un angolo. Lo stativo non serve (per fortuna, cazzo si è persa una vite mentre salivamo e rischiavo di non poterlo usare), la luce nemmeno (Le batterie per usarla senza corrente ovviamente le ho dimenticate), il microfono aiuterà ad evitare di far finire nell’intervista anche le chiacchierate degli altri lavoratori di Sky sport e Sky news che chiacchierano alla macchina del caffè. Prendo il foglio con le domande. Cazzo, l’ho lasciato in macchina. Sorrido imprecando silenziosamente, sono già 0 su 3 e non ho nemmeno iniziato. Parto sereno, tanto sono abituato ad improvvisare.

Domanda, argomentazione, riflessione, altra domanda, argomentazione, riflessione, domanda, sorrido, approfondisco, guardo se ho schiacciato rec. Fatto. 1 su 4. Finisce che non mi sembra nemmeno di aver iniziato. Rimetto a posto. Due chiacchiere, ma io sono troppo emozionato ancora per dire cose sensate. Saluto davanti all’ascensore. Esco da Sky col sorriso, non lo stesso di vent’anni fa. Ho un messaggio di mio cugino che mi chiede se ho fatto un selfie con Flavio. Lo mando affanculo sorridendo.