Scrivo ep. 15 – Lucci

Pubblicato da sopra Aprile 8, 2019

Nella narrativa di questo documentario ho sempre cercato di dare seguito alle mie interviste con delle storie e degli estratti dalle mie chiacchierate. Se guardi gli episodi precedenti ti accorgerai che manca il 14. Il fatto è che l’episodio di Lucci vale doppio e quindi in questo episodio ci saranno due video e molte storie,

Nella narrativa di questo documentario ho sempre cercato di dare seguito alle mie interviste con delle storie e degli estratti dalle mie chiacchierate. Se guardi gli episodi precedenti ti accorgerai che manca il 14. Il fatto è che l’episodio di Lucci vale doppio e quindi in questo episodio ci saranno due video e molte storie, che per facilità di lettura racchiudo in 3 digressioni. Perchè Digressioni? Perchè basterebbe leggere le ultimi 3 righe per capire cosa penso di questo fine settimana senza perdersi nelle 601 parole precedenti.

Digressione 1. Ascolta il rap dal 1994 e ho sentito migliaia di rime, dalle migliori alle peggiori (e sulle peggiori non scherzo) e dalle più belle ho estrapolato i sogni più interessanti della mia vita. Ascolto il brano, lo riascolto, imparo a memoria la musicalità, ogni tanto le parole si infilano nel mio cervello, due o tre rime di solito, le prime meno incisive, le seconde di più le terze si stampano. Suonava “Silenzio” di Lucci anni fa. Stavo lavorando al mio documentario sulla solitudine ed ero in fissa con la canzone: “La ballata dell’uomo solo” sempre del sopracitato Raffaele, che poi continuando su altre canzoni mi dice: “Scrivo storie, con tutta l’eleganza del corsivo” e io penso: Devo fare un documentario su questo tema. La scrittura e l’eleganza. Me lo segno mentalmente e ogni volta che parte la sua canzone ci ripenso. In mezzo c’ho messo una serie di mille altre cose (in ordine sparso un documentario sui banconi dei bar, un nuovo amore, un nuovo lavoro, una figlia preadolescente, una squadra di rugby che perde sempre e tanti gin tonic) e ora sono qui, 6 aprile. Raffaele è davanti a me seduto di fronte alla barca divano più bella e con più storia di tutta italia, fatta da me e da Pagno con l’aiuto di Riki, mentre il negozio Abitare le idee era ancora una chimera. Non ho domande, non ho idee, sono spaventato dalla luce che è sbagliata, il lampadario gli fa ombra, il microfono è alto, le clip fanno rumore. Partiamo, lui parla, tutto si ferma intorno a me e per 35 minuti parlo con lui e tutto va come deve andare.

Digressione 2. Lo stesso giorno, perchè non mi va di fare una cosa alla volta, c’è la festa del Barley house che ha posizionato diversi spillatori di birra nel mio negozio. Dura tutto il sabato e anche la domenica. Io quindi dopo l’intervista mi dirigo con gli artisti al Circolo quarto stato e nel mio negozio la notte prosegue con birre e un concerto acustico. Al Circolo si mangia, si beve e si prepara il live. Sono molto più rilassato e i Gin tonic non si contano. Dalle 2230 alla 1 di notte, come al solito, le ore durano 30 minuti e i bicchieri si svuotano più velocemente. Alla fine ripasso dal mio negozio, chiudo, perdo le chiavi, accompagno i ragazzi in albergo, vado a casa, dormo 4 o 5 ore, riparto con il saluto a mia figlia, una corsetta, cercare le chiavi perse, aprire il negozio, accompagnare i ragazzi in stazione, perdere una partita di rugby, litigare al terzo tempo, tornare in negozio, spillare birre che c’è troppa gente, mangiare pastrami, bere campari, organizzare tornei di trottole e soprattutto ospitare il Dome per la chiusura della due giorni con Olio Bar. Giuro che chiusura migliore non ci poteva essere.

Digressione 3. Non ci dimentichiamo di: Takagi e Ketra presenti sul palco con Christian e Giusy Ferreri a chiudere il live, le barre chiuse con censura da Lucci per rispetto dei bambini, i selfie fatti e il fatto che non me lo ricordo, Leonardo, Marco e le chiacchierate su tutto, l’anpi e l’antifascismo, Grime Vice, il Dj set e gli Attic prod, la pasta di Rufus e il vino biologico, naturale e pure biodinamico che (Citazione) sono tutte fregnacce. Ho fatto due giorni col sorriso (Esclusi gli 80 minuti dei Rosafanti) e sono orgoglioso di aver scelto nuovamente una persona vera, circondata da persone vere, che non mi hanno mai fatto sentire uno dei tanti appuntamenti in un’agenda e mi hanno convinto nuovamente, se ce ne fosse bisogno, che se fai quello che ami finirai per amare quello che trovi.

Ciao, #vivogliobene

P.s. Kabo ahimè non ha vinto